E' la classica serata in cui gli extra-omnes durano delle ore quella in cui il sempre disponibilissimo Petardus (al secolo Riccardo Ciocca), Rex Sacrorum del Nettuno, inizia a raccontare come avvenne nei primi anni '80 l'uccellagione della famosa "Secchia", oggetto della discordia tra la nostra città e quella di Modena. "Tutto cominciò con la solita scassatura di palle da parte di Anderlini che ben conosciamo: la menava da un pezzo col discorso della Secchia e la menò fino a quando alla solita cena decisi che in qualità di Papa del Nettuno dovevo, per il 1° d'Aprile, compiere il solito gesto eclatante. Per cui facemmo prima tutta una serie di sopralluoghi strategici per sondare lo stato di fattibilità e di funzionalità dei neuroni dei modenesi, ed accertato che era drammaticamente basso, visto che avevano adottato una serie di norme di sicurezza praticamente idiote, partimmo con l'operazione. Premetto che la Secchia era, é, un vecchio secchio del 1260 (e forse anche più antico) che si trovava in un pozzo di fronte a porta S.Felice, pozzo che esiste tuttora ma sotto le fondamenta di una casa: questa fu rubata come gesto di stizza dai modenesi dopo l'ennesima sconfitta in una battaglia alle porte di Bologna e da allora simboleggia la rivalità tra Bologna e Modena; i bolognesi fecero tutta una serie di guerre in quel periodo per cercare di riconquistarla ma non ci riuscirono mai, fino a quando nel'56 o nel '58 i Goliardi della Balla dell'Oca riuscirono a rapirla e la portarono a Bologna. Fu questo il 1° vero grande successo della Goliardia bolognese nei confronti di Modena. Tutto questo già allora ebbe una risonanza a livello nazionale, tanto che ci fu l'istituzione dei Conti della Secchia. Dopo il riscatto i modenesi spaccarono a martellate il Fittone per vendicarsi, e se lo portarono via; da qui il famoso ingabbiamento del Fittone, onde evitare altri gesti simili. Io e Quaglio facemmo dei sopraluoghi e scoprimmo che la Secchia era chiusa nella torre della Ghirlandina, ma non era più quella originale che invece era stata messa in un museo. Nella sala affrescata appena entrati c'era stata messa questa copia, senonchè proprio qualche mese prima l'assessore alla cultura di Modena aveva deciso di rimettere la Secchia originale nella cella storica e quella fasulla nella cella blindata del museo!! Noi non lo sapevamo, ma durante una nostra "visita", guardandola bene, capimmo che era parecchio antica.Per poterla vedere si andava in Comune dalla custode idiota che è originale modenese, lei ti chiudeva dentro e ti veniva ad aprire dopo un lasso di tempo stabilito. Peccato che i modenesi non si erano mai accorti che dall'interno la porta si apriva! Loro ti chiudevano dentro, però all'interno c'era solo un catenaccio che bastava far girare e tu uscivi! Allora mandai Anderlini e Roberto Baroni vestiti da bravi bambini con le insegne sotto il trench a farsi accompagnare all'interno della torre, dopodichè noi abbiamo bussato non appena la vecchia era lontana e loro ci hanno aperto. E pensare che poco prima eravamo stati nel bar della Piazza e i modenesi, per prenderci per il culo ci avevano chiesto: "Ma siete venuti qui per rubare la secchia?" e noi,candidi: "Certamente!". Dopo 10 minuti Nodulus e Baroni sono usciti, la custode ha richiuso la porta convinta che dentro non ci fosse nessuno e così io e Francesco Quaglio abbiamo avuto mano libera per aprire la cella della Secchia e l'abbiamo tirata giù facendo un casino immondo e cagandoci addosso perchè eravamo convinti che ci avesse sentito tutta la città; poi abbiamo sostituito la secchia con una boccia di pesci rossi dopodichè ci siamo presi la Secchia, e lì ci sono venuti gli ultimi tentennamenti: la portiamo via o la lasciamo lì? Siccome in quel periodo c'era ancora parecchio astio nei confronti della Goliardia da parte di certi magistrati, decidemmo di non portarla via per evitare di incorrere nei rigori della legge, anche se é prevista la Ioci Causa, quindi non-reato, ma a scanso di equivoci, proprio perchè la Goliardia era ancora nell'occhio del mirino, evitammo di portarcela a casa.Allora ci arrampicammo dentro la torre campanaria dove c'era una colonna con una nicchia in alto: impilammo tutta una serie di oggetti traballanti, salii sulla schiena di Quaglio con la Secchia e la nascosi là dentro, e poi uscimmo tranquilli lasciando la torre aperta. Demmo la notizia ai giornali, e inizialmente si disse che avevamo rubato la Secchia fasulla, poi l'assessore che era sull'orlo delle dimissioni e della disperazione cominciò a ululare "No, no, no! E' quella buona!" Difatti misero la foto in prima pagina della cella blindata del museo con quella falsa. Per circa una settimana andarono avanti le trattative tra noi e il Comune di Modena, tramite il Questore di Bologna, persona illuminata e vecchio Goliarda, riuscimmo a reprimere il magistrato che era subito intervenuto per furto di beni storici e culturali, minacciando di trasferirlo a S.Luca Calabro, finchè non arrivammo alla restituzione della Secchia, nella vecchia stazione di posta proprio al confine tra le due città vicino a Castelfranco, sul Panaro. Pagarono 2 prosciutti, 1 forma di Grana e 50 bottiglie di lambrusco alla presenza di un centinaio di persone e noi consegnammo la mappa che avrebbe permesso loro di ritrovare il prezioso uccellato. Al che siamo partiti per Modena, siamo arrivati sotto la torre, abbiamo assistito alla scalata per il recupero della Secchia, quindi siamo stati ricevuti dal sindaco dove ci siamo distinti (a detta del giornale) con canti indicibili e irripetibili; in seguito fummo fatti tutti Conti della Secchia.Gli autori furono il sottoscritto Riccardo "Petardus Satirus", Francesco "Francessus I di Maisazia" (Cardinale Camerlengo), Stefano "Nodulus Emorroidalicus" e Roberto Baroni".
E domani? Bho... non trovo più alcune foto storiche che avevo da parte...

7 commenti:
il papa Petardus si dimenticato di menzionare il papiro del riscatto lasciato sotto la boccia con i pesci rossi che diceva così:" Oh Modenese della bassa padana se il pesce e la secchia ti rattristan l'umore potrai vendicare il villipeso tuo onore con cinque prosciutti ed una forma di grana"
P.S e non dimenticate il lambrusco
un abbraccio
Francessus I° di Maisazia (Francesco Quaglio)
Eminenza qual piacere immenso nell'apprendere che anche Voi siete un mio lettore!!
Come va il soggiorno a Padova?
Conto di vederVi per le matricolari felsinee (3° week end di Maggio, stavolta)...
1 abbraccio, Ciapasò
grande scherzo quello della secchia rapita ,mio babbo mi racconta sempre la storia del 1983
ho visto anke ttt i giornali cn le vostre foto
ciao
grandi!!!
Tuo padre?
Chi è Tuo padre, di grazia? Di sicuro lo conosco bene... Hai un giornale originale dell'epoca che ne parla? Potresti inviarmene una copia elettronica per favore?
ciao e dà un po' che nn scrivo ma quale è la tua email?
cmq roberto baroni è sbagliato è roberto barone
cgmdavidoff@yahoo.com
Provvederò presto alla correzione.
Roberto Barone dici? Di recente c'è stato il festeggiamento per il cinquantennale del Nettuno, ma Roberto BaronE non c'era... siccome suppongo se ne sian perse le tracce ci dai i recapiti da aggiungere nella "catena" telefonica di Balla?
Grazie, un abbraccio.
GP
ciao,sono Francesco il figlio di Barone.
Roberto Barone è residente a Rimini,il suo cell è 3466711117.
Nella foto è in primo piano a sinistra(quello senza feluca)
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